ROMA – Federconsumatori esprime un duro giudizio sulle misure allo studio del Governo riguardanti il caro carburanti, a fronte della nuova scadenza del taglio temporaneo delle accise. Nel Consiglio dei Ministri odierno, si prevede nuovamente un intervento sul tema, ma con misure ritenute “drammaticamente inadeguate” dall’associazione dei consumatori.
Secondo Federconsumatori, il possibile aumento del costo alla pompa di 30 euro per ogni pieno di carburante, segnalato da FederPetroli, richiederebbe risposte più incisive. Le indiscrezioni parlano di una proroga del taglio delle accise di 17 centesimi solo sul gasolio, giudicata insufficiente, seguita da aiuti trimestrali non ancora definiti per il periodo ottobre-dicembre.
Il comunicato critica l’ipotesi di bonus benzina riservati solo a dipendenti pendolari selezionati dalle imprese, giudicati iniqui e insufficienti, poiché escluderebbero molte categorie, come famiglie, pensionati e studenti, che affrontano difficoltà quotidiane negli spostamenti. Inoltre si sottolinea l’impatto dell’aumento dei carburanti sull’inflazione e sui prezzi di beni e servizi di largo consumo.
Federconsumatori denuncia una priorità del Governo non rivolta a tutelare il potere d’acquisto dei cittadini ma piuttosto a proteggere extraprofitti delle grandi aziende energetiche, una situazione che l’associazione ritiene necessiti di un cambio di rotta per assicurare la sostenibilità economica e ridurre le disuguaglianze.
Tra le misure proposte dall’associazione, sono elencate controlli stringenti contro la speculazione, sconti strutturali sui carburanti (almeno 20 centesimi sulla benzina e 30 sul diesel), disaccoppiamento tra gas ed energia, riduzione degli oneri sulle bollette, scorporo delle accise dal calcolo IVA, sostegno ai redditi fissi e riforme fiscali progressive inclusa la tassazione dei superprofitti, oltre all’accelerazione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nella transizione energetica.




