Oltre 200 persone a Marzamemi per Pietro Grasso e il racconto del Maxiprocesso

MARZAMEMI – Oltre duecento persone hanno affollato Piazza Regina Margherita a Marzamemi per l’incontro con Pietro Grasso, protagonista della settima edizione del Marzamemi Cinefest – Festival Internazionale delle Identità del Mediterraneo. Il magistrato Gaetano Bono, sostituto procuratore generale a Caltanissetta, ha dialogato con Grasso partendo dal libro “‘U Maxi” per ripercorrere una delle pagine più significative della storia giudiziaria italiana: il Maxiprocesso a Cosa nostra.

Per più di un’ora, il racconto ha fatto entrare il pubblico nell’aula bunker di Palermo e, attraverso le memorie di Grasso, persino nella camera di consiglio dove è stata emessa la storica sentenza. La narrazione ha alternato momenti drammatici, come il ricordo delle testimonianze dei genitori vittime della mafia, a episodi ironici legati alla quotidianità durante i mesi del processo, suscitando sorrisi e risate tra i presenti.

Durante il dialogo con Bono sono stati approfonditi il metodo che rese possibile il Maxiprocesso, il valore delle intuizioni di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il rapporto tra indagine, prova e giudizio, e il significato che quell’esperienza mantiene per la magistratura contemporanea.

“Pietro Grasso non ci ha semplicemente raccontato il Maxiprocesso: per una sera ci ha fatto entrare in quell’aula – ha dichiarato Gaetano Bono al termine dell’incontro – Ci ha mostrato le persone dietro le carte, il dolore dietro le testimonianze e anche l’umanità di chi era chiamato a giudicare. Ed è forse questo uno dei grandi meriti di ‘U Maxi’: raccontare una vicenda del passato per consegnare al presente un metodo e una cultura della giurisdizione. Il Maxiprocesso dimostra che la mafia può essere sconfitta senza che il processo diventi una guerra: attraverso il rigore delle regole, la qualità delle prove e una magistratura capace di essere forte proprio perché rimane fedele alla propria funzione”.

L’incontro ha rappresentato uno dei momenti più partecipati della manifestazione, confermando quanto la memoria del Maxiprocesso continui a parlare al presente e quanto forte sia l’interesse del pubblico per una stagione che ha segnato profondamente la storia della giustizia e della lotta alla mafia in Italia.

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