NAPOLI – Napoli ha raggiunto una nuova tappa nella sua crescita turistica, superando nel 2025 i 20 milioni di presenze con un incremento del 45% rispetto all’anno precedente, e confermando la tendenza anche nel 2026. Luigi Carfora, presidente di Confimi Industria Campania e del Consorzio Suggestioni Campane Promotion, sottolinea che il problema non è più attrarre turisti, ma trasformare questa domanda in valore economico concreto per le imprese locali.
Secondo un’indagine di Format Research, solo il 35,8% dei turisti a Napoli entra nei negozi, con una spesa media di circa 110 euro, inferiore rispetto a città come Firenze, Milano e Roma. Il 57,7% preferisce grandi marchi Made in Italy, mentre il 23,8% acquista prodotti dell’artigianato locale. Ciò evidenzia una differenza tra presenza turistica e reale conversione in domanda per il commercio locale.
La trasformazione urbana del centro di Napoli è un altro elemento chiave: oltre il 92% degli immobili destinati al turismo è concentrato nell’area centrale, con una significativa pressione sugli alloggi residenziali. I canoni di locazione dei locali commerciali sono cresciuti del 32,6% tra il 2018 e il 2024, generando dubbi sulla sostenibilità per le imprese locali e sulla reale capacità del settore commerciale di beneficiare della crescita turistica.
Dati della Camera di Commercio mettono in evidenza nel primo trimestre 2026 un saldo negativo per il commercio (-705 imprese), a fronte di un aumento del turismo, fattori che secondo Carfora richiedono una spiegazione approfondita e una riflessione sulle condizioni perché la domanda turistica sostenga efficacemente il commercio e le attività del territorio.
Carfora sottolinea l’importanza di misurare l’impatto economico reale degli eventi, come l’imminente America’s Cup 2027, stimato tra 690 milioni e 1,2 miliardi di euro, per garantire che la ricchezza generata rimanga e rafforzi lo sviluppo locale, occupazione e investimenti.
Il presidente di Confimi Industria Campania chiama quindi a un confronto tra istituzioni e sistema produttivo per governare meglio la crescita turistica, trasformando i flussi in opportunità concrete per il tessuto imprenditoriale e auspicando che il turismo diventi sempre più strumento di impresa, lavoro e sviluppo diffuso nella città.
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