Se n’è andato a 58 anni Igor Protti, uno dei più grandi e amati attaccanti del calcio italiano, uno dei due italiani ad aver vinto la classifica cannonieri in serie A, serie B e due volte in serie C. Malato da tempo, amato per la sua bravura e l’umiltà che ne ha accompagnato la carriera professionistica, a cui è mancata solo la maglia azzurra della Nazionale, che avrebbe meritato di indossare. Ad annunciarne la scomparsa è stata la sua famiglia, che risiede a Cecina, con un messaggio su Instagram che lo stesso Igor Protti, nativo di Rimini, ha condiviso prima del commiato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.”
Livorno, che nel 2007 insieme a Bari lo ha eletto cittadino onorario, ha disposto di accogliere la sala allo stadio Picchi alle 18 di sabato 21 giugno e proclamare il lutto cittadino. Con 257 gol in oltre vent’anni di carriera, Protti è stato (insieme a Hübner) l’unico calciatore italiano ad aver vinto la classifica dei marcatori nelle tre serie professionistiche. L’Associazione Culturale Bredenkeik gli ha dedicato un docufilm dal titolo “Igor. L’eroe romantico del calcio” scritto dai livornesi Alberto Battocchi e Luca Dal Canto, che he ha curato la regia.
Igor Protti a torso nudo sotto la curva del Livorno. Immagine postata dalla famiglia sul profilo Instagram @igor10protti




