Per la Svizzera, opposta alla Bosnia di Dzeko, era la partita decisiva e la prova, seppure di grande intensità fin dall’inizio, ha dato i suoi frutti solo nell’ultimo quarto d’ora grazie ai cambi indovinati dalla panchina elvetica. L’attaccante centrale Manzambi, bravo a sbloccare il risultato alla mezz’ora della ripresa, si è ripetuto al 90’ dopo il raddoppio di Vargas. Dopo che l’esordiente bosniaco Mahmic ha segnato il gol della bandiera, al 97’ il capitano Xhaka ha trasformato un calcio di rigore per un poker di pura sostanza.
La Colombia rovina il debutto di Fabio Cannavaro da ct dell’Uzbekistan, sconfitto 1-3. Il pareggio dell’uzbeko Fayzullaev a inizio ripresa, dopo il gol del vantaggio colombiano a fine primo tempo con Munoz, è stato vanificato dall’incertezza del portiere Yusupov che non ha trattenuto il pallone calciato di piatto da Luis Diaz dal limite dell’area. Nei minuti di recupero il tris di Campaz. A fine partita, Cannavaro ha dato merito ai suoi giocatori di avere disputato un’ottima partita, pure senza il conforto del risultato, condizionato dall’errore del portiere uzbeko.
Messico e Corea del Sud gongolano al pareggio della Repubblica Ceca che ha veleggiato sull’onda, non abbastanza lunga, del gol segnato in apertura al Sudafrica, a segno su calcio di rigore sul finire del match giocato ad Atlanta. Più che di quanto si è visto tra le due squadre, si deve parlare doverosamente dell’ottima direzione affidata a una terna femminile statunitense al femminile, con Tori Penso che ha fischiato in modo giusto, confermando le qualità arbitrali viste alle Olimpiadi di Parigi.
Johan Manzambi, con il numero 9, autore di una doppietta alla Bosnia Erzegovina (crediti fotografici: Fifa.com)




