Harry Kane ci ha messo del suo, eccome, nella vittoria dell’Inghilterra per 4-2 sulla Croazia, durata solo un tempo grazie a Baturina e Musa che hanno risposto alla doppietta del sempre prolifico attaccante d’oltremanica. Kane non si limita ad essere riferimento offensiva ma all’abbisogna diventa che regista, facendosi trovare pronto in area e confermando le sue doti realizzative dal dischetto. Nel secondo tempo è salito in cattedra Bellingham, che insieme a Rashford ha confezionato il poker impedendo alla squadra di Delic di rispondere. Modric si è eclissato, nella ripresa l’Inghilterra ha inanellato occasioni da rete. Eppure, il simbolo ultimo della partita d’esordio dei leoni è il gesto di Harry Kane che al 95’ si immola e mura su Gvardiol. Se qualcuno aveva dubbi sulla guida tecnica di Tuchel, dovrà rivedere le sue posizioni, perché la squadra inglese c’è.
Certamente non il Portogallo, fermato sul pareggio dalla Repubblica democratica del Congo, alias il Zaire che partecipò da squadra cenerentola alla fase finale del Mondiale 1974. Il colpo di testa con cui Yoane Wissa ha siglato l’1-1 a fine primo tempo rappresenta l’emblema di una partita che ha visto i lusitani in evidenza sono all’inizio, quando João Neves, centrocampista del PSG, ha fatto gol di testa dopo appena 6 minuti. Gara anonima quella di Cristiano Ronaldo, che non incide, smarrendo il senso e la misura in un paio di occasioni. A lui in carriera manca il titolo mondiale e il quarto posto del 2006 neppure si ricorda, al cospetto del terzo posto del Portogallo di Eusebio nel 1966. Ma l’inconsistenza dei lusitani contro un Congo pratico, che ha fatto fuori Camerun e Nigeria, fa capire come sia necessario ben altro approccio per ambire ad andare avanti.
Nel gruppo L, quello dell’Inghilterra, esordio vincente del Ghana che ha piegato il Panama per 1-0, grazie a un gol nel recupero del ventenne Yirenkyi, centrocampista del Nordsjaelland.
Harry Kane, autore di una doppietta alla Croazia (crediti: Fifa.com)




