Trento, arresti domiciliari per truffa su pc venduti come generatori di bitcoin

(PRIMANOTIZIE) TRENTO – La Guardia di Finanza di Trento ha eseguito il 13 ottobre cinque arresti domiciliari nell’ambito di un’inchiesta che ha accertato la vendita di computer venduti a prezzi gonfiati, fino a 30.000 euro, benché in realtà il loro valore reale fosse intorno a 1.600 euro. I pc venivano promessi come strumenti in grado di produrre bitcoin grazie all’intelligenza artificiale, attirando circa 200 potenziali acquirenti e generando un danno stimato in 5 milioni di euro solo nella regione Trentino-Alto Adige.

Tra gli indagati figura Gabriele Edmondo Pegoraro, informatico già coinvolto in una precedente inchiesta denominata Equalize, e che si sarebbe presentato come vincitore del premio Turing. Le accuse riguardano un sistema truffaldino di vendita di pc non all’altezza delle prestazioni dichiarate. Secondo la documentazione raccolta, un wallet di criptovalute mostrato come prova di guadagni aveva accumulato appena 160 dollari in sei mesi.

Con il provvedimento giudiziario è stato inoltre disposto il sequestro di beni per oltre 877.000 euro. Per tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a una condanna definitiva. (PRIMANOTIZIE)

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