Milano, cento copertine per immaginare il futuro: i giovani under 30 protagonisti della mostra alla Fondazione Rovati

(PRIMANOTIZIE) MILANO – Cento immagini per raccontare come le nuove generazioni immaginano il lavoro, l’economia e la società didomani. Cento copertine editoriali capaci di trasformare idee, aspettative e inquietudini dei giovani in rappresentazionivisive del futuro. È questo l’obiettivo di «100 Copertine di Futuro», il contest creativo promosso da Economy Group, incollaborazione con la Fondazione Luigi Rovati e la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy.

L’iniziativa coinvolge studenti e giovani creativi under 30 provenienti da tutta Italia, chiamati a interpretare attraversouna copertina editoriale i cambiamenti che interesseranno il mondo del lavoro, i modelli economici e le relazionisociali.

Le cento opere selezionate da una giuria saranno protagoniste di una mostra in programma dal 26 novembre al 4dicembre 2026 a Milano, negli spazi del nuovo Padiglione della Fondazione Luigi Rovati, in Corso Venezia 52.

Un progetto che nasce da una ricorrenza editoriale, la centesima copertina del magazine Economy, ma che si proponedi diventare un osservatorio sulle idee e sulle aspettative delle nuove generazioni.

Dalla centesima copertina di Economy a un laboratorio sul futuro

L’idea prende forma dalla volontà di trasformare un anniversario editoriale in un’occasione di confronto culturale.

Invece di celebrare semplicemente la pubblicazione della centesima copertina, Economy Group ha scelto di affidare aigiovani il compito di immaginare quelle che potrebbero raccontare il mondo dei prossimi anni.

«L’idea ispiratrice è quella di risolvere una ricorrenza in fondo banale, la nostra centesima copertina, in unaprovocazione intellettuale sul futuro da costruire, anzi ricostruire», spiega Sergio Luciano, direttore di Economy.

La scelta di rivolgersi agli studenti nasce dalla convinzione che siano proprio le nuove generazioni a dover vivere einterpretare i cambiamenti in corso.

«Sono loro che in questo futuro abiteranno e che desiderano renderlo migliore di quanto il presente autorizzi aprevedere», aggiunge Luciano.

Il progetto si propone così di raccogliere non soltanto elaborati grafici, ma vere e proprie interpretazioni generazionalidelle trasformazioni economiche e sociali.

Coinvolte università e accademie da Milano a Napoli

Avviato a giugno, il contest ha progressivamente coinvolto scuole, università, accademie e istituti di formazione didiverse regioni italiane.

Tra le realtà partecipanti figurano il Politecnico di Milano, la Scuola Normale Superiore di Pisa, l’Accademia di BelleArti di Napoli, la LIUC – Università Cattaneo, lo IED e l’Istituto Marangoni.

A queste si aggiungono la Scuola del Fumetto di Milano, Comix di Roma, ACCA Academy di Jesi e numerosi istitutisecondari di secondo grado distribuiti sul territorio nazionale.

La varietà delle istituzioni coinvolte consente di raccogliere linguaggi visivi differenti, mettendo a confrontocompetenze artistiche, progettuali, tecnologiche e umanistiche.

L’obiettivo è costruire una rappresentazione plurale delle idee dei giovani sul futuro, attraverso il linguaggio immediatoe sintetico della copertina editoriale.

Il Made in Italy raccontato dalle nuove generazioni

Una particolare attenzione è stata dedicata ai Licei del Made in Italy, coinvolti in un percorso di riflessione sulsignificato contemporaneo dell’identità produttiva italiana.

Gli studenti sono stati invitati a confrontarsi con i cambiamenti che interesseranno le competenze, i mestieri, leprofessioni e i modelli industriali nei prossimi anni.

Il progetto intende quindi affrontare il Made in Italy non soltanto come patrimonio di tradizioni e produzioni, ma anchecome insieme di capacità e conoscenze destinate a evolversi.

La collaborazione con la Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy si inserisce proprio in questaprospettiva, collegando la creatività giovanile ai temi della formazione e del futuro produttivo del Paese.

Dal 26 novembre cento copertine in mostra alla Fondazione Rovati

Il momento centrale dell’iniziativa sarà l’inaugurazione della mostra, prevista per giovedì 26 novembre 2026, presso ilnuovo Padiglione della Fondazione Luigi Rovati a Milano.

Le cento copertine selezionate saranno esposte fino al 4 dicembre, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere lediverse visioni del futuro elaborate dai partecipanti.

L’evento inaugurale riunirà studenti, docenti, rappresentanti del mondo accademico, imprese, economisti e istituzioni,con l’obiettivo di avviare un confronto sulle idee emerse dal contest.

Le immagini diventeranno così il punto di partenza per discutere di lavoro, trasformazioni economiche, innovazione esocietà.

Un progetto itinerante nel 2027

La mostra milanese non rappresenterà la conclusione del percorso.

Gli organizzatori hanno infatti annunciato l’intenzione di portare «100 Copertine di Futuro» in diverse città italiane nelcorso del 2027.

Il progetto proseguirà attraverso iniziative nelle scuole e nelle università, con l’obiettivo di ampliare il confronto econtinuare a valorizzare le visioni delle nuove generazioni.

La dimensione itinerante permetterà di coinvolgere ulteriori territori e comunità formative, trasformando il contest inun’occasione di dialogo continuativo.

La copertina editoriale come linguaggio del cambiamento

Alla base dell’iniziativa c’è l’idea che una copertina possa rappresentare molto più di un’immagine destinata adaccompagnare un articolo.

Attraverso la sintesi tra grafica, illustrazione, fotografia e comunicazione visiva, i giovani partecipanti sono chiamati arappresentare questioni complesse utilizzando un linguaggio accessibile.

Il lavoro, l’economia e la società diventano così temi da interpretare attraverso immagini capaci di suscitare domande estimolare il confronto.

«100 Copertine di Futuro» trasforma dunque la centesima copertina di Economy in un progetto collettivo, nel qualesono gli studenti a proporre la propria interpretazione del mondo che verrà.

Un percorso che partirà dalla mostra milanese del 26 novembre e proseguirà nel 2027, portando nelle scuole, nelleuniversità e nelle città italiane le idee di una generazione chiamata a confrontarsi direttamente con le trasformazioni delfuturo. (PRIMANOTIZIE)

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