(PRIMANOTIZIE) ROMA – A dieci anni dall’addio al calcio, Francesco Totti ha raccontato il difficile periodo vissuto durante la pandemia di Covid-19 e il suo legame profondo con la Roma nella sua autobiografia Oltre, presentata al Teatro Brancaccio. In particolare, l’ex capitano giallorosso ha ripercorso l’autunno 2020, segnato dalla perdita del padre Enzo e dalla sua stessa malattia che lo ha portato a confrontarsi con la paura della morte.
Totti ha ricordato come a pochi giorni dalla scomparsa del padre si sia ammalato di Covid con febbre alta, dolori e una grave insufficienza respiratoria. Trasportato al Campus Bio-Medico di Roma, gli venne diagnosticata una polmonite bilaterale con saturazione dell’ossigeno all’88%, ma rifiutò il ricovero per evitare di morire lontano dalla famiglia. Isolato in casa, affrontò notti difficili fino a ricevere una telefonata da Pier Silvio Berlusconi che, tramite Silvia Toffanin, gli propose un trasferimento a Milano per essere curato dal professor Alberto Zangrillo. Tuttavia, Totti preferì restare a Roma, dove seguì via telefono le indicazioni del medico, che gli consigliò di dormire a pancia in giù per migliorare la respirazione. Questa strategia gli permise di migliorare significativamente fino alla quasi completa guarigione, seppur portando ancora i segni della malattia.
Oltre al racconto della malattia, l’autobiografia affronta il percorso di adattamento di Totti alla vita dopo il ritiro dal calcio nel 2017, durante il quale ha rischiato la depressione a causa del vuoto improvviso nella sua quotidianità. Ha inoltre rivelato di essere stato cercato da Como e Genoa per un possibile ritorno in campo, ma ha deciso di seguire il cuore e onorare la sua unica maglia, quella della Roma.
Riguardo al rapporto con la società, Totti ha espresso la volontà di non essere soltanto un uomo immagine, ma di essere coinvolto nel progetto tecnico della squadra. Ha lasciato aperta la possibilità di un futuro ritorno, affermando: “La Roma è stata, è e sarà sempre tutto per me” e che, se avranno bisogno della sua conoscenza del calcio, sarà a disposizione.
Infine, ha parlato del rapporto con l’allenatore Josè Mourinho, smentendo le voci di attriti e precisando come il serio legame tra loro fosse andato oltre il campo da gioco: “Lui mi faceva giocare anche con una gamba sola. Per me, veniva prima di tutto l’interesse della Roma, della squadra e dei tifosi”. (PRIMANOTIZIE)


