I pareri di cinque giuristi interpellati sul caso del tesseramento e dell’elezione a presidente della Figc di Giovanni Malagò affermano che il tesseramento non è un requisito essenziale per candidarsi e che non sussistono le condizioni per un commissariamento della Federcalcio. Le consulenze, di Sabino Cassese, Bernardo Giorgio Mattarella, Antonio Nuzzo, Saverio Ruperto e Pietro Sirena, escludono inoltre che l’eventuale assenza del tesseramento rappresenti una “grave violazione” dello Statuto della Figc.
Cassese motiva che lo statuto prevede norme distinte per il presidente della Federcalcio, che non include il requisito del tesseramento, e per i dirigenti sportivi, che invece devono essere “in regola col tesseramento”. Il presidente, infatti, non svolge attività sportiva diretta, e quindi non è soggetto alle norme sul tesseramento.
I pareri, in particolare quelli di Ruperto, Nuzzo e Mattarella, chiariscono che la mancata presenza del tesseramento non giustifica il commissariamento. Ruperto sottolinea che l’elezione di Malagò non può essere ribaltata, poiché i termini per impugnare la sua candidatura sono ormai scaduti e l’unico ricorso presentato è stato dichiarato inammissibile in tutti e tre i gradi di giudizio.
Secondo tali pareri, quindi, l’attuale elezione resta intangibile e nessun organismo, neanche il Coni, può ribaltare la decisione sull’ammissione di Malagò alla candidatura e sulla sua elezione. Eventuali contestazioni successive potrebbero dar luogo ad altre iniziative, ma non inciderebbero sull’efficacia della nomina ormai definitiva.
Leggi anche
- Università di Camerino accoglie le matricole con le Giornate di Ambientamento 2026
- SFS ExtraTime presenta eventi su innovazione, ESG e SportTech a Roma e Milano
- Mario Calabresi ospite a Rai3 nella trasmissione Il cavallo e la torre




