CAMPANIA – La Procura di Nocera Inferiore, con il sostegno delle forze dell’ordine, ha disposto il sequestro di due opifici tessili situati ad Angri e San Giuseppe Vesuviano a seguito di riscontrate condizioni di lavoro irregolari e sfruttamento dei lavoratori. L’intervento ha coinvolto due aziende dove si registravano turni massacranti, salari insufficienti e un’ampia presenza di lavoratori migranti privi di permessi di soggiorno.
Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, ha definito il sequestro come un importante segnale per la comunità, sottolineando che la legalità, la dignità e la sicurezza dei lavoratori devono essere sempre tutelate. In una dichiarazione, Sgambati ha evidenziato: “Nessuno si dovrebbe voltare dall’altra parte di fronte all’illegalità e allo sfruttamento dei lavoratori”.
Il sindacato ha da tempo avviato una battaglia per garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose, invitando a un costante dialogo tra le organizzazioni sindacali e le istituzioni per prevenire il ripetersi di tali situazioni. “Controllare, denunciare e intervenire sono azioni fondamentali per contrastare illegalità e forme moderne di schiavitù e sfruttamento”, ha aggiunto il leader della UIL Campania.
L’intervento delle autorità rappresenta un passo significativo nella lotta contro il lavoro nero e le pratiche illegali nel settore tessile della regione.
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