MILANO – Un recente studio di TrendAI™, business unit di Trend Micro™, evidenzia come i cybercriminali stiano sempre più reclutando insider all’interno delle organizzazioni per facilitare attacchi informatici, segnando una nuova pericolosa tendenza nel panorama della sicurezza. Pubblicato il 15 settembre 2026, il rapporto “The Market for Trust: How Cybercriminals Recruit Corporate Insiders” descrive un mercato criminale altamente organizzato che coinvolge broker, reclutatori, programmi di garanzia e revenue sharing, con la collaborazione attiva di dipendenti sleali.
L’indagine sottolinea che gli insider più ricercati non sono solo quelli con elevati privilegi tecnici, ma soprattutto quelli dotati di autorità operativa: dipendenti in grado di approvare pagamenti, ripristinare account, aggirare controlli antifrode o accedere a dati sensibili. Questi profili sono particolarmente remunerativi, con compensi che vanno da alcune centinaia di dollari fino a centinaia di migliaia, soprattutto per l’accesso a database esclusivi o aziende di alto valore economico.
Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI™ Italia, ha affermato che “l’idea di violare un firewall è sorpassata: oggi i cybercriminali cercano chi può premere il pulsante di approvazione”, indicando come ora il bersaglio più prezioso sia il controllo sui processi di business piuttosto che solo il perimetro tecnologico.
Lo studio evidenzia che i servizi degli insider sono diventati veri e propri prodotti standardizzati nei mercati sotterranei, con listini prezzi e programmi di rivendita ben definiti. Tra i servizi più comuni vi sono lo sblocco di account sospesi, frodi sui rimborsi, attacchi SIM swap, manipolazione delle informazioni di tracking nelle spedizioni e recupero di account compromessi.
Il fenomeno interessa trasversalmente diversi settori:
- Pubblica amministrazione: accessi “ready-made” venduti come servizio, bypassando la fase di intrusione;
- Enti governativi: insider rari ma molto pagati per accessi sensibili e attività di intelligence;
- Sanità: dipendenti che sottraggono o alterano cartelle cliniche e professionisti cybersecurity collusi;
- Social media: insider reclutati per approvare annunci fraudolenti e manipolare contenuti;
- Telecomunicazioni: insider capaci di eseguire attacchi SIM swap, aggirando la 2FA;
- Finance: insider coinvolti in frodi finanziarie, inclusi pagamenti fraudolenti e skimming;
- Industria ed energia: accesso fisico ai terminali di pagamento per operazioni di skimming;
- Logistica e spedizioni: manipolazione falsi stati di tracking per sbloccare pagamenti fraudolenti;
- Retail: frodi organizzate sui rimborsi con insider autorizzatori;
- Piattaforme di recensioni: insider che alterano recensioni o riattivano account, minando la reputazione delle piattaforme.
Fanuli conclude che “oggi i criminali reclutano attivamente dipendenti fidati attraverso marketplace criminali strutturati, trasformando l’accesso privilegiato in un servizio che può essere acquistato e venduto”. Questa dinamica è destinata ad accelerare con la diffusione dell’intelligenza artificiale, incrementando il valore degli insider capaci di accedere o abusare di risorse AI senza destare sospetti.
Lo studio indica che gli attacchi cyber non si basano più solamente su vulnerabilità o sofisticate tecniche di intrusione, ma spesso sfruttano la fiducia e l’autorità che alcune persone hanno nei processi aziendali, rendendo il fattore umano il vero punto debole delle organizzazioni.
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