Pozzuoli rilancia ufficialmente la sua candidatura a Capitale italiana dell’Arte contemporanea per il 2028, a pochi giorni dalla designazione ufficiale delle città finaliste. Paolo Lubrano, direttore del progetto “La Città delle Fragilità creative”, ha reso note le motivazioni che rendono attuale e necessario l’intervento culturale, proposto prima del sisma del 31 luglio scorso.
Lubrano ha spiegato che dopo un periodo di silenzio dedicato al rispetto del disagio del territorio, il lavoro è proseguito per ridefinire il senso profondo della candidatura, nata prima del terremoto e ora chiamata a confrontarsi con esso. La candidatura prosegue con rinnovata determinazione in uno scenario mutato, in cui ogni ambito territoriale ha un ruolo: dalle istituzioni per garantire la sicurezza, alla politica per il coordinamento, ai corpi civici per il sostegno alla popolazione, fino all’arte e alla cultura che devono inserirsi nel contesto sociale contribuendo alla ricostruzione morale e civile della comunità, non come semplice decorazione o elemento palliativo, ma come architrave strutturale.
La candidatura trae forza autentica dalle ferite recenti che hanno colpito la vita quotidiana, l’economia e l’identità dei cittadini. Il progetto, distinto da un’operazione d’immagine o da un’arte consolatoria, si propone come leva strategica per restituire verità alla narrazione del territorio e rilanciarlo nel dibattito nazionale. Mira a superare l’idea dell’arte come cura palliativa per i traumi collettivi, utilizzando linguaggi contemporanei per stimolare una presa di coscienza radicata e dare voce anche alle assenze e alle criticità dimenticate dai media.
Il sostegno compatto di numerose realtà pubbliche e private dell’area metropolitana di Napoli trasforma la sfida di Pozzuoli2028 in una piattaforma di riscatto pubblico e coesione sociale. Il progressivo ampliamento della rete di partner e sostenitori certifica la vitalità e la necessità della candidatura, dimostrando la capacità attrattiva e aggregativa della città e di una comunità coesa che trova nella condivisione culturale la forza per ripartire.
Lettera aperta
Dopo la scossa del 31 luglio, la candidatura ha scelto il silenzio per rispetto e per riflettere su un progetto che si è dovuto misurare con la nuova realtà. Oggi conferma di essere ancora in corsa e continua senza fermarsi, sottolineando che ogni settore ha il proprio ruolo: le istituzioni operano sulla sicurezza, la politica coordina e i corpi civici sostengono, mentre l’arte partecipa alla ricostruzione morale e civile della comunità.
L’arte contemporanea, spiegano i promotori, non è un contenuto da esporre ma una forza capace di attivare un racconto, convocare interlocutori e aprire spazi mediatici e culturali diversi. Non deve essere piegata a uso promozionale, ma riconosciuta come linguaggio culturale attraverso cui Pozzuoli prende posizione e vuole essere vista per ciò che realmente è.
La candidatura non deve limitarsi a raccontare eventi futuri, ma deve essere un atto con cui la città torna a rappresentarsi, dichiarando la propria condizione e reclamando attenzione, a partire proprio dalle ferite patite. Inoltre, molte città dell’area metropolitana di Napoli e numerose realtà pubbliche e private hanno manifestato vicinanza al territorio e al progetto, confermando che la candidatura è viva, condivisa e necessaria, frutto della capacità attrattiva di Pozzuoli anche grazie alle sue ferite.




