Si è svolta presso la Fondazione Montecitorio una conferenza stampa promossa da U.A.P. – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, dedicata al nuovo decreto sulle tariffe sanitarie e alle sue implicazioni per l’accesso alle prestazioni e la sostenibilità delle strutture.
L’incontro, moderato da Maria Grazia Cucinotta, ha posto al centro del dibattito il principio che la salute deve essere un diritto accessibile a tutti e non un privilegio determinato dalle condizioni economiche.
Tra i temi discussi, la necessità di adottare criteri trasparenti e adeguati ai costi reali nella determinazione delle tariffe, così da assicurare qualità, continuità dei servizi e tutela dei pazienti.
Alessandro Totaro, presidente di Confesercenti Salute, ha sottolineato l’importanza di stabilire regole certe e tariffe sostenibili: «Tutelare le strutture che quotidianamente erogano prestazioni significa tutelare innanzitutto i cittadini. Non possiamo permettere che squilibri economici si traducano in meno servizi, liste d’attesa più lunghe e maggiori costi per le famiglie».
Il dott. Leonardo Di Maggio di Federcardio ha evidenziato il ruolo centrale del paziente, ricordando che «dietro ogni prestazione sanitaria c’è una persona che attende una diagnosi, una visita o una terapia. Qualità delle prestazioni, sostenibilità e tempi di accesso devono procedere insieme».
Il messaggio emerso dall’iniziativa è chiaro: non devono esistere due tipi di sanità, una per chi può pagare e una per chi deve aspettare, ma un unico diritto alla salute.
Richiamando l’articolo 32 della Costituzione, i partecipanti hanno sollecitato risposte concrete quali la riduzione delle liste d’attesa, la valorizzazione delle professionalità, tariffe adeguate e una collaborazione efficace tra tutte le componenti del sistema sanitario.
È stata inoltre richiamata l’attenzione sulle persone fragili, gli anziani e le famiglie, più esposte alle difficoltà di accesso alle prestazioni. La sanità non è vista come una semplice voce di bilancio, ma come un indicatore fondamentale di uguaglianza, dignità e civiltà del Paese.




