Il Lazio si appresta a una svolta decisiva nella sanità territoriale con il Congresso regionale SIMG Lazio 2026, in programma l’11 e 12 settembre a Roma presso l’Hotel Cristoforo Colombo. Oltre 300 partecipanti si confronteranno su temi centrali come le Case di Comunità, la gestione della cronicità, la prevenzione, le vaccinazioni e i nuovi strumenti a supporto della professione medica.
Il congresso segue il nuovo Accordo Integrativo Regionale e l’attuazione del DM77, ponendo la medicina generale al centro di un nuovo modello organizzativo capace di rafforzare i servizi per i cittadini e rendere più attrattiva la professione per i giovani medici. “La recente uscita dal commissariamento, il nuovo accordo e gli sforzi per l’attuazione del DM77 rappresentano segnali importanti”, ha sottolineato Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio.
Nel contesto complesso del Lazio, caratterizzato da aree urbane e territori periferici, le Case di Comunità avranno un ruolo differenziato e integrato con il lavoro dei medici di famiglia, veri presidi sanitari di prossimità. Rea evidenzia la necessità di un modello flessibile, capace di adattarsi alle diverse realtà regionali.
L’evento sarà occasione anche per riflettere sul futuro della professione medica, sempre più coinvolta nella gestione di una popolazione invecchiata e di pazienti con complessità crescenti. “Bisogna mettere la medicina generale nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio ruolo”, ha dichiarato Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG.
Il programma include sessioni scientifiche, momenti istituzionali e attività di simulazione clinica su ansia, depressione, insonnia, elettrocardiogramma e valutazione del dolore. Si affronteranno i principali temi della pratica quotidiana: diabete, obesità, BPCO, prevenzione cardiovascolare, malattia renale cronica, salute mentale, salute della donna, antibiotico-resistenza e l’uso dell’intelligenza artificiale come supporto al medico.
Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione e alla stagione vaccinale, con l’obiettivo di migliorare la copertura del 65% degli ultimi anni. Le Case di Comunità, dove applicabili, potranno facilitare l’organizzazione dei flussi e l’accesso dei cittadini.




