ROMA, 23 LUGLIO 2026 – Entro il 2040 in Italia vivranno 9,6 milioni di persone con più di 75 anni, 2,2 milioni in più rispetto al 2024. È uno dei dati principali del nuovo Monitor sulla sanità realizzato da Prometeia e Legacoop, che richiama l’attenzione sulla crescita della domanda di cure e assistenza legata all’invecchiamento della popolazione.
Il rapporto fotografa un sistema sanitario chiamato a rispondere a bisogni sempre più complessi, con una spesa complessiva inferiore alla media europea e un contributo diretto delle famiglie più elevato rispetto a quello registrato nei principali Paesi dell’Unione.
L’Italia destina alla sanità l’8,4% del Pil, contro livelli superiori in Germania e Francia. Nel 2023 la spesa sanitaria italiana è risultata inferiore di 1,6 punti percentuali alla media europea, mentre la quota finanziata da fonti pubbliche si è fermata poco sopra il 73%.
Crescono le spese sostenute direttamente dalle famiglie
Circa un quarto della spesa sanitaria complessiva è sostenuto attraverso risorse private. Il profilo sanitario dell’Italia elaborato da Ocse e Commissione europea evidenzia che quasi il 27% della spesa è finanziato privatamente e che la gran parte di questa componente deriva da pagamenti diretti dei cittadini.
Il dato segnala la crescente necessità delle famiglie di sostenere direttamente visite, prestazioni specialistiche, farmaci e altri servizi. Una situazione che, secondo il Monitor, rende urgente rafforzare l’equità nell’accesso alle cure e ridurre le differenze economiche e territoriali.
Le proiezioni demografiche dell’Istat confermano un progressivo invecchiamento del Paese. Gli over 65 rappresentano già oltre un quarto della popolazione, mentre nei prossimi decenni aumenterà soprattutto la fascia degli anziani più fragili e maggiormente esposti a patologie croniche e condizioni di non autosufficienza.
Gamberini: «Rafforzare il Servizio sanitario nazionale»
«Il Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle più grandi conquiste del nostro Paese e deve continuare a essere il pilastro del diritto alla salute», dichiara il presidente di Legacoop, Simone Gamberini.
«Di fronte a una trasformazione demografica di queste dimensioni non basta aumentare le risorse: servono una visione di lungo periodo, una migliore organizzazione dei servizi e investimenti nella sanità territoriale, nella prevenzione e nella presa in carico delle persone più fragili».
Tra le priorità indicate figurano il potenziamento della medicina territoriale, dell’assistenza domiciliare, dei servizi per la non autosufficienza e dei percorsi dedicati alla gestione delle patologie croniche.
Secondo Gamberini, anche la cooperazione sanitaria e sociale può contribuire alla riorganizzazione del sistema: «Le cooperative operano ogni giorno accanto al servizio pubblico, garantendo prossimità, qualità, innovazione e continuità assistenziale. Rafforzare questa collaborazione significa rendere il sistema più capace di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini».
Per Legacoop, la sfida sarà quindi coniugare sostenibilità economica, innovazione organizzativa e qualità dell’assistenza, attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni, operatori sanitari, servizi territoriali e cooperazione sociale.




