Il mercato dei campioni d’Italia si sblocca, in un inizio di luglio in cui le trattative sono ancora decisamente complicate causa Mondiali in pienissimo corso di svolgimento. Ma i ritiri precampionato incombono e Cristian Chivu era stato chiaro con la società: almeno le caselle dello scacchiere rimaste sguarnite dopo le partenze di fine stagione andavano riempite. In particolare a preoccupare era l’assenza di un laterale destro forte, affidabile e magari di prospettiva. Ed ecco l’uomo giusto per sopperire a tutte e tre le esigenze: Anan Khalaili è un giocatore dell’Inter.
Seguito già da qualche settimana, le quotazioni dell’esterno di centrocampo (adattabile all’occorrenza anche in attacco) erano via via salite in virtù delle difficoltà dell’Inter su altri fronti. In particolare quello di Marco Palestra, finito al Chelsea dopo un’estenuante trattativa con l’Atalanta, ma anche quello di Nico Paz, talentino con caratteristiche certamente diverse ma che a sua volta ha lasciato la piazza meneghina a bocca asciutta. Era però ormai urgente colmare il vuoto lasciato da Denzel Dumfries, passato al Real Madrid, e la fumata bianca è finalmente arrivata. L’accordo per Khalaili è chiuso, con le visite mediche del giocatore fissate per venerdì, un contratto quiquennale da 2 milioni a stagione (più bonus) già pronto e un assegno da 25 milioni più bonus da versare ai belgi dell’Union Saint-Gilloise che lo hanno presentato al grande calcio.
Parlano chiaro i suoi numeri: 28 presenze e 2 gol nell’ultima Pro League (la Serie A belga), cui bisogna aggiungere 10 gettoni e una marcatura nei successivi playoff scudetto, ma soprattutto 3 reti in appena 8 apparizioni in Champions League. Senza dimenticare che l’anno prima aveva accompagnato il suo Union Saint-Gilloise nella storica cavalcata verso il titolo di campione del Belgio, un risultato che il club non centrava addirittura dal 1935. Tutto questo unito a un dato che fa venire l’acquolina in bocca alla piazza: Khalaili ha solo 21 anni, gli stessi di un certo Achraf Hakimi quando fu acquistato dall’Inter nel 2020. E i parallelismi con colui che nel frattempo è diventato un baluardo del PSG e il capitano di una solidissima realtà internazionale come la Nazionale del Marocco sembrano evidenti. E fanno ben sperare.
L’arrivo di Khalaili («La trattativa stava per saltare, se si è chiusa è perché Chivu ha preso l’iniziativa di chiamarci», ha confessato il padre del campioncino, l’ex portiere Majdi) di fatto libera Benjamin Pavard, rientrato dal prestito a Marsiglia ma che tornerà subito sul mercato. Ma in generale l’Inter è molto operativa, soprattutto in quei ruoli in cui come detto era sguarnita. Così, svincolatosi l’ex colonna tra i pali Yann Sommer ormai 37enne, è già ufficiale l’arrivo di Ivan Provedel: l’ex portiere della Lazio ha firmato per tre anni. A centrocampo è ufficiale il ritorno di Aleksandar Stankovic, figlio di quel Dejan che fu tra i protagonisti del Triplete del 2010: stellina del Bruges non ancora 21enne, si riaffaccia nella città e la squadra in cui era nato per 23 milioni di euro. Con loro c’è Yanis Massolin, gigantesco trequartista classe 2002 (è alto 1,97 metri) che il Modena ha pescato nella B belga e la Beneamata ha fatto suo già lo scorso febbraio. Ora anche lui, francese con sangue algerino, spagnolo e martinicano nelle vene, è pronto a giocarsi le sue carte a Milano. E i campioni d’Italia possono già sfoggiare sul tavolo un poker di novità, nell’attesa che il mercato regali ulteriori sorprese. Tutti gli indizi portano a Trevoh Chalobah, poderoso frangiflutti della mediana del Chelsea, e uno dei protagonisti delle recenti cavalcate europee del Bologna: il difensore centrale colombiano dai piedi buoni Jhon Lucumí.




