Mutui, domanda in calo nel 2026 ma mercato ancora solido

MILANO, 3 GIUGNO 2026 – La domanda di nuovi mutui e surroghe registra una flessione del 12,4% nel primo trimestre del 2026, segnale che potrebbe rallentare la crescita delle erogazioni dopo il forte recupero registrato nel 2025. È quanto emerge dalla nuova edizione della Bussola Mutui realizzata da CRIF e MutuiSupermarket.it.

Secondo i dati analizzati, il mercato dei finanziamenti immobiliari continua a risentire dell’incertezza geopolitica, delle tensioni sui mercati energetici e delle prospettive di un nuovo irrigidimento della politica monetaria europea. Le famiglie, in questo scenario, mostrano una maggiore prudenza nell’assumere impegni finanziari di lungo periodo.

Compravendite in rallentamento ma il mutuo resta centrale

Nel quarto trimestre del 2025 le compravendite residenziali sono cresciute appena dello 0,5%, in netto rallentamento rispetto all’8,5% del trimestre precedente. Nonostante ciò, il ricorso al credito bancario continua a sostenere il mercato immobiliare.

Le abitazioni acquistate con il supporto di un mutuo rappresentano infatti il 44,9% del totale delle compravendite, in aumento rispetto al 41,6% registrato un anno prima. L’importo medio erogato si attesta a 139.069 euro, mentre la fascia compresa tra 100.000 e 149.999 euro resta quella più richiesta dagli italiani.

Sul fronte delle finalità, il 74% delle richieste online riguarda l’acquisto della prima o seconda casa.

Tasso fisso ancora preferito dagli italiani

L’aumento dei costi dei mutui a tasso fisso e il calo dell’Euribor hanno riportato attenzione sui finanziamenti a tasso variabile. Tuttavia, la preferenza degli italiani continua a orientarsi verso la stabilità.

Nel primo trimestre del 2026 l’86% delle richieste online riguarda infatti mutui a tasso fisso. Una scelta legata sia alla cautela delle famiglie sia alle aspettative di nuovi rialzi dei tassi BCE nei prossimi mesi.

Rallentano invece le surroghe, che scendono al 20% delle richieste online rispetto al 38% registrato nello stesso periodo del 2025. La riduzione dei potenziali benefici economici derivanti dalla sostituzione dei vecchi finanziamenti ha progressivamente ridotto la platea dei mutuatari interessati.

Secondo gli esperti del settore, il 2026 sarà caratterizzato da un atteggiamento prudente da parte delle famiglie, anche se le prospettive del mercato immobiliare restano complessivamente positive grazie alle misure previste dal Piano Casa e agli investimenti europei destinati all’edilizia abitativa.

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