ROMA – Il ricordo di Papa Francesco ad un anno della sua scomparsa è forte e sentito tra i fedeli perché il suo modo di interpretare la Chiesa vicina agli ultimi ha lasciato un segno profondo. Fino all’ultimo giorno di vita è voluto tuffarsi tra la gente in quei giorni di Pasqua 2025. Lì sulla Papamobile sorretto è assistito dal suo infermiere ma pronto a rivolgere il suo sguardo ai bambini che ha tanto amato.
E ad un anno del suo pontificato i frutti del suo operato sono visibili nelle periferie, proprio come lui aveva delineato il suo programma ecclesiale. Infatti, ha lavorato sulle periferie, ha lavorato affinché le periferie potessero arrivare al centro, sul modello di piramide rovesciata. E ha voluto il metodo sinodale, che significa che tutti dobbiamo sederci allo stesso tavolo e accettare di lasciarci guidare dallo Spirito Santo, che ci parla e si manifesta attraverso tutta la sua creazione. Tutto questo ha avuto un forte impatto sulla Chiesa delle periferie e ha dato i suoi frutti che non dovranno essere dispersi.




