ROMA – La legge di Bilancio 2026, appena approvata, si mostra con luci ed ombre per il Terzo Settore. Se da un lato vi è l’innalzamento del tetto del 5 per mille da 525 a 610 milioni, dall’altro restano insufficienti le misure di inclusività con il taglio del 50% della prima mensilità dell’Assegno di inclusione al momento del rinnovo. Ad evidenziare il gap
è il Forum del Terzo Settore con Giancarlo Moretti.
“Apprezziamo anche che in Manovra si compia un passo importante verso l’attuazione del Piano Nazionale per l’Economia Sociale: l’istituzione, presso il Mef, di un Comitato di esperti in materia di sviluppo dell’economia sociale, va nella direzione di proseguire il percorso di condivisione portato avanti fin qui per valorizzare un comparto che genera anche sviluppo economico, avendo come principi cardine sostenibilità, inclusione e partecipazione. Ci auguriamo – aggiunge il portavoce – che il Piano produca un vero e proprio slancio dell’economia sociale nel nostro Paese. Bene anche che si lavori per il riconoscimento e la valorizzazione dei caregiver, anche se per il fondo previsto saranno assolutamente necessarie maggiori risorse. Più in generale, constatiamo come la pur comprensibile esigenza di ridurre il deficit pubblico si traduca in una carenza di significativi investimenti a medio-lungo termine per migliorare il nostro sistema di welfare. Investimenti di cui oggi il Paese avrebbe però urgente bisogno” conclude Moretti.




