Manovra, scuola verso lo sciopero per il taglio di 7mila posti. Sindacati in rivolta, Vannacci riaccende il caso Marcia su Roma

(PRIMANOTIZIE) ROMA – La legge di Bilancio accende lo scontro tra governo e sindacati. Al centro delle contestazioni ci sono i tagli agli organici della scuola, con quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario a partire dal 2027.

Le organizzazioni sindacali del comparto istruzione si preparano alla mobilitazione, chiedendo all’esecutivo di rivedere le misure contenute nella Manovra.

«Quasi 7mila posti in meno tra docenti e Ata dal 2027 sono inaccettabili, ci aspettiamo un ripensamento», è la posizione espressa dai rappresentanti dei lavoratori.

Scuola, sindacati contro la riduzione degli organici

La prospettiva di una diminuzione del personale scolastico suscita preoccupazioni per le possibili conseguenze sull’organizzazione degli istituti.

I sindacati temono un aggravamento delle difficoltà già presenti nella gestione delle attività didattiche e amministrative.

La riduzione degli organici potrebbe incidere sul funzionamento delle scuole, soprattutto nei territori nei quali si registrano maggiori criticità.

Le organizzazioni chiedono quindi al governo di modificare le disposizioni prima dell’approvazione definitiva della legge di Bilancio.

Cgil verso lo sciopero del 20 novembre

La protesta potrebbe estendersi oltre il comparto dell’istruzione.

La Cgil ha indicato il 20 novembre come data prevista per uno sciopero, mentre anche il settore sanitario manifesta contrarietà alle misure economiche.

Critiche arrivano inoltre dalle organizzazioni dei pensionati, che contestano una stretta ritenuta penalizzante per il ceto medio.

«A pagare è ancora il ceto medio», sostengono i rappresentanti dei pensionati.

Preoccupazioni emergono anche per i tagli alle risorse destinate agli interventi legati alle calamità.

Manovra verso il Parlamento, nodo coperture finanziarie

Il testo della legge di Bilancio è atteso in Parlamento, dove si aprirà il confronto sulle possibili modifiche.

La maggioranza e le opposizioni dovranno misurarsi con il problema delle coperture finanziarie necessarie per eventuali emendamenti.

La discussione si annuncia particolarmente complessa, anche per la contemporanea mobilitazione di diversi settori del pubblico impiego e dei servizi.

Vannacci, polemiche sulle cene dedicate alla Marcia su Roma

Sul fronte politico, intanto, torna al centro del dibattito Roberto Vannacci, mentre il suo movimento Futuro Nazionale viene indicato in flessione negli ultimi sondaggi.

A provocare nuove polemiche sono le dichiarazioni dell’ex generale sulle cene organizzate per ricordare la Marcia su Roma del 28 ottobre 1922, evento che segnò l’ascesa al potere del fascismo.

«La Marcia su Roma è una data storica, quindi se delle persone si interessano di storia e vogliono ripercorrere quei momenti storici, non vedo quale sia il problema», ha dichiarato Vannacci.

Parole destinate ad alimentare il confronto politico sul significato storico e simbolico delle iniziative dedicate alla ricorrenza.

Governo sotto pressione tra proteste e tensioni politiche

La Manovra entra così nella fase parlamentare accompagnata da una crescente mobilitazione sociale.

Scuola, sanità e pensionati chiedono modifiche alle misure economiche, mentre il confronto politico si allarga anche alle polemiche sulla memoria storica del fascismo.

Le prossime settimane saranno decisive per verificare se il governo accoglierà alcune delle richieste sindacali e quali modifiche potranno essere introdotte nel testo definitivo della legge di Bilancio. (PRIMANOTIZIE)

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