Parlamento europeo riconosce progressi sulla rule of law in Ungheria

(PRIMANOTIZIE) BUDAPEST – Una delegazione del Parlamento europeo, guidata da Sophie Wilmès, ha concluso a Budapest una visita di tre giorni (dal 26 al 28 ottobre) per valutare gli sviluppi politici e istituzionali in Ungheria dopo le elezioni di aprile 2026 e gli impegni a favore della rule of law.

La missione, composta da deputati di sette gruppi politici, ha rilevato un ritmo impressionante di riforme in pochi mesi da parte del nuovo governo ungherese, con progressi sostanziali su democrazia, rispetto dello stato di diritto e diritti fondamentali. Tra le misure più rilevanti si segnalano la fine dello stato di emergenza decretato dal governo, l’abolizione dell’Ufficio per la protezione della sovranità, riforme giudiziarie e anticorruzione, l’adesione dell’Ungheria all’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO), nuove garanzie per l’indipendenza dei media e la cancellazione di disposizioni discriminatorie nella legge sulla protezione dei bambini che riguardavano le persone LGBTIQ+.

Questi risultati sono riconosciuti anche a livello europeo, tanto che il Consiglio ha deciso di sospendere le misure di condizionalità sul bilancio rivolte all’Ungheria.

Tuttavia, restano sfide importanti, in particolare riguardo all’indipendenza della magistratura, alle indagini e procedimenti efficaci contro la corruzione ad alto livello, alla concentrazione dei media e alle restrizioni ancora presenti sui diritti delle persone LGBTIQ+. Inoltre, sono in programma ulteriori riforme strutturali, tra cui la riforma dei media per garantire trasparenza nelle proprietà e nella pubblicità statale, una revisione della legge elettorale per favorire una democrazia più pluralista e la predisposizione di una nuova Costituzione attraverso un ampio processo di consultazione pubblica.

Sophie Wilmès ha sottolineato l’importanza di riconoscere i progressi e di continuare un impegno costante nel monitoraggio e nel sostegno delle riforme, affermando che “la ricostruzione delle istituzioni democratiche richiede tempo e cambiamenti profondi”.

Tineke Strik, relatrice per la procedura dell’articolo 7 sul caso Ungheria, ha evidenziato che “sono stati osservati progressi rapidi su molte questioni sollevate”, ma ha ricordato che l’attenzione deve estendersi anche a riforme costituzionali, del diritto elettorale, dei diritti fondamentali e dell’uguaglianza, inclusi i diritti delle minoranze come LGBTIQ+ e rom.

La delegazione riferirà ora al Comitato LIBE del Parlamento europeo, e non sono state ancora definite conclusioni sulla prosecuzione della procedura dell’articolo 7. Un dibattito e una risoluzione sul tema Ungheria sono previsti nelle prossime sessioni plenarie del Parlamento. (PRIMANOTIZIE)

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