(PRIMANOTIZIE) NAPOLI – La Blue Economy in Italia vale complessivamente 224,9 miliardi di euro, corrispondenti all’11,4% del PIL nazionale, con oltre 1,1 milioni di occupati. Tuttavia, la partecipazione femminile nel settore marittimo presenta ancora disparità significative: solo il 22,4% delle imprese italiane attive in questo ambito sono a conduzione femminile. È quanto emerso nel corso della Naples Shipping Week 2026 durante il convegno “Sull’onda lunga della storia: donne e mare tra passato, presente e futuro”, dedicato al ruolo delle donne nell’economia del mare.
Il settore marittimo italiano comprende non solo la navigazione e i trasporti, ma anche industria, ricerca scientifica, tecnologie, commercio e servizi, con numerose opportunità professionali sia in mare sia sulla terraferma. Dal XIV Rapporto nazionale sull’Economia del Mare 2026, realizzato da OsserMare e Centro Studi Tagliacarne–Unioncamere, su 253.599 imprese nella Blue Economy, 56.811 sono femminili.
La Women in Maritime Survey 2024, pubblicata dall’Organizzazione Marittima Internazionale e da WISTA International, indica che le donne rappresentano il 16% della forza lavoro nelle organizzazioni marittime private, escluso il personale imbarcato, e solo l’1% dei marittimi imbarcati.
Nel convegno promosso dall’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea del CNR (ISEM-CNR) e ospitato dalla Fondazione Banco di Napoli, sono state illustrate diverse esperienze femminili nel comparto. Tra i protagonisti figurano Clara Carovillano, prima donna al comando della Nave Bruno Gregoretti della Guardia Costiera, e Marta Pratellesi, comandante della Nave Alliance della Marina Militare attiva anche in missioni scientifiche nell’Artico.
Oltre alla navigazione, il contributo delle donne si estende alla ricerca marina con una presenza femminile del 70% nel settore scientifico e ambientale, illustrata da Angela Cutitta del CNR ISMed. Dal punto di vista imprenditoriale, Maria De Lillo guida l’azienda Dielle srl, focalizzata sull’automazione industriale e le applicazioni navali, con una presenza femminile del 65%.
Il convegno ha inoltre valorizzato la storia delle donne nel settore marittimo, evidenziando ruoli chiave già nel Regno di Napoli due secoli fa, tra cui donne armatrici e partecipazione femminile in società commerciali e nella gestione dei traffici marittimi.
“Il convegno dedicato alle donne nell’economia del mare è stato un momento di grande valore per la Naples Shipping Week”, ha dichiarato Umberto Masucci, presidente del Propeller Club Port of Naples, sottolineando l’importanza di riconoscere e valorizzare le competenze femminili nel cluster marittimo.
La Naples Shipping Week, organizzata dal Propeller Club Port of Naples e da ClickutilityTeam, è un appuntamento biennale che promuove l’economia del mare e le sue molteplici attività. (PRIMANOTIZIE)


