Centrosinistra, Salis scuote il campo largo: «Manca un leader riconosciuto». Schlein rilancia l’unità

(PRIMANOTIZIE) ROMA – La questione della leadership torna al centro del dibattito nel centrosinistra. A riaprire il confronto è Silvia Salis, sindaca di Genova, che in un’intervista a Sette del Corriere della Sera mette in discussione alcuni meccanismi politici e organizzativi della coalizione progressista.

«Non c’è un leader riconosciuto da tutti», sostiene Salis, indicando nella frammentazione e nelle difficoltà di costruire una guida condivisa alcuni dei problemi del centrosinistra.

Parole che provocano reazioni nel Partito democratico e alle quali la segretaria Elly Schlein risponde rivendicando il percorso unitario della coalizione.

Salis: «Il centrosinistra ha sviluppato anticorpi contro la vittoria»

La sindaca di Genova propone una riflessione sulle difficoltà incontrate negli ultimi anni dalle forze progressiste.

Secondo Salis, il centrosinistra avrebbe sviluppato nel tempo meccanismi interni che ostacolano la costruzione di una leadership condivisa.

La prima cittadina critica in particolare la tendenza a ridimensionare le caratteristiche dei singoli partiti per mantenere l’equilibrio della coalizione.

Un’impostazione che, nella sua analisi, rischia di indebolire l’identità politica complessiva dell’alleanza.

Salis non attribuisce però direttamente a Schlein la responsabilità della situazione, riconoscendo le legittime aspirazioni alla leadership delle diverse componenti politiche, dal Pd al Movimento 5 Stelle fino alle forze riformiste e ad Alleanza Verdi e Sinistra. Corriere della Sera

La reazione del Pd e la risposta di Schlein

Le dichiarazioni non vengono accolte favorevolmente da tutti i dirigenti democratici.

Il deputato Arturo Scotto parla di una battuta malriuscita, mentre Schlein sceglie di concentrarsi sui risultati del percorso politico costruito negli ultimi anni.

Dal seminario del gruppo parlamentare del Pd ad Arezzo, la segretaria rivendica il lavoro compiuto per rafforzare l’unità interna del partito e ricostruire una coalizione progressista.

Secondo Schlein, il Pd avrebbe raggiunto una maggiore coesione e sarebbe riuscito a ricomporre un’alleanza che nel 2022 risultava profondamente divisa.

La segretaria sostiene che un centrosinistra unito e competitivo possa presentarsi alle prossime elezioni con un programma condiviso. Corriere della Sera

Il nodo della leadership resta aperto

Il confronto tra Salis e Schlein riporta così al centro una questione che accompagna da tempo il dibattito interno al centrosinistra: il rapporto tra pluralismo della coalizione, autonomia dei partiti e individuazione di una guida politica comune.

Da una parte la sindaca di Genova richiama la necessità di superare i meccanismi che, a suo giudizio, indeboliscono la capacità della coalizione di presentarsi agli elettori.

Dall’altra la segretaria del Pd rivendica il valore dell’unità e il percorso già compiuto per costruire un’alternativa politica condivisa.

Due letture differenti delle priorità organizzative e politiche dell’alleanza progressista, destinate ad alimentare il confronto nei prossimi mesi. (PRIMANOTIZIE)

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