Oltre 227mila immobili pubblici inutilizzati per rigenerare territori e imprese

(PRIMANOTIZIE) ROMA – Oltre 227mila unità immobiliari pubbliche inutilizzate, pari a 40,2 milioni di metri quadrati, rappresentano un patrimonio potenzialmente recuperabile per servizi, sviluppo economico e occupazione. È quanto emerge da una ricerca di Nomisma per CNA Costruzioni, presentata a Roma in presenza di rappresentanti delle amministrazioni locali, Regioni, Parlamento e Governo.

Dai dati del censimento MEF 2022 risulta che oltre il 62% di queste unità appartiene al patrimonio disponibile, offrendo un ampio margine per valutazioni di recupero che tengano conto di tecnicità, vincoli e sostenibilità economica. I Comuni detengono il 53,8% delle unità e oltre il 56% della superficie, mentre le amministrazioni locali complessivamente gestiscono l’81,2% dell’area coinvolta, confermando il ruolo chiave dei territori nel processo di riqualificazione.

La ricerca evidenzia che il 76% degli immobili ha dimensioni fino a 100 metri quadrati, consentendo l’opportunità di coinvolgere micro e piccole imprese nei progetti di recupero, mentre la presenza di grandi immobili, pur limitata percentualmente, copre quasi metà della superficie totale. Gli immobili comprendono abitazioni, locali commerciali, magazzini, uffici, scuole e impianti sportivi, da valorizzare secondo le esigenze specifiche delle comunità.

CNA Costruzioni auspica di trasformare questa analisi in un percorso concreto di rigenerazione, attraverso la messa a disposizione di informazioni aggiornate, la definizione di interventi prioritari con gli enti locali, procedure snellite e il coinvolgimento attivo delle piccole imprese anche in forma associata. Inoltre, sono necessari supporti tecnici, economici e finanziari per garantire progettazioni di qualità, chiarezza dei ruoli e gestione equilibrata dei rischi.

Lo studio comprende una banca dati e un vademecum per partenariati pubblico-privati, sottolineando che le Pmi possono partecipare non solo alla realizzazione dei lavori, ma anche alla manutenzione, all’efficientamento energetico e alla gestione dei beni. Tuttavia, un’attenta valutazione è fondamentale per assicurare la sostenibilità economica e la tutela dell’interesse pubblico, poiché la sola disponibilità di immobili non garantisce la fattibilità dei progetti.

“Disponiamo da oggi di una base conoscitiva concreta da cui partire per costruire risposte ai bisogni reali delle comunità”, ha commentato Riccardo Roccati, Presidente di CNA Costruzioni. Ha inoltre evidenziato l’importanza di affrontare emergenze come quella abitativa attraverso il recupero e la rigenerazione di immobili inutilizzati, combinando interesse pubblico, sostenibilità economica e coinvolgimento delle imprese del territorio. (PRIMANOTIZIE)

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