VENETO – Il progetto internazionale VENUS, coordinato dal Consorzio di bonifica Adige Euganeo insieme a nove partner del bacino mediterraneo, sperimenta colture sostenibili per il futuro delle terre salate in Veneto. La ricerca, che sarà presentata giovedì al Remtech Expo di Ferrara, si concentra su specie alofite in grado di tollerare elevata salinità e di rigenerare i suoli marginali, minacciati dalla subsidenza e dall’innalzamento del mare.
Francesco Vincenzi, presidente di ANBI, sottolinea l’importanza di individuare soluzioni innovative per queste aree fragili: “L’ampiezza delle collaborazioni dimostra le preoccupazioni condivise dai Paesi affacciati su quella zona ormai considerata un hotspot della crisi climatica”.
Nei siti pilota di Gesia (Cavarzere) e Zennare (Chioggia) sono stati raccolti campioni di terreno e biomassa vegetale (specie come Atriplex halimus, Beta maritima, Salicornia europaea e Suaeda maritima), sottoposti ad analisi presso il Dipartimento DiSTABiF dell’Università “Luigi Vanvitelli” per valutare i parametri biogeochimici quali carbonio organico, respirazione microbica e conducibilità elettrica, indicatori della salute e rigenerazione del terreno.
I primi risultati evidenziano un’ottimizzazione delle risorse idriche con alta efficienza fotosintetica e ridotta evapotraspirazione, grazie alla coltivazione in aridocoltura senza irrigazione artificiale. Il consumo idrico per chilo di prodotto varia tra 6 e 41 litri di acqua piovana, molto inferiore a quello di ortaggi tradizionali.
La biomassa vegetale è inoltre analizzata da ELGO-Dimitra in Grecia per studiare la sostenibilità economica e le possibilità di valorizzazione commerciale, con ricadute nella nutrizione umana e in settori cosmetico e farmaceutico.
Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, afferma: “Questi dati preliminari dimostrano la fattibilità di un’agricoltura sostenibile e competitiva in territori svantaggiati. Le specie vegetali utilizzate rappresentano una risorsa strategica per valorizzare suoli marginali e tutelare le risorse idriche, in linea con le direttive UE”.
Il tema sarà approfondito nel convegno organizzato da ANBI il 17 settembre a Ferrara sul delta del Po e la costa emiliano-romagnola, in cui si discuteranno i rischi della subsidenza, la sicurezza idraulica e lo sviluppo sostenibile in relazione al cambiamento climatico.
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