Airalzh promuove l’arte e i musei per il benessere di pazienti Alzheimer e caregiver

ITALIA – In occasione della Giornata Mondiale Alzheimer del 21 settembre 2026, l’Associazione Italiana Ricerca Alzheimer (Airalzh ETS) promuove progetti innovativi che utilizzano l’arte e le visite ai musei come strumenti complementari nella cura di pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer e nel supporto ai loro caregiver. Le iniziative si svolgono in diverse regioni italiane, tra cui Toscana, Lombardia e Trento.

In Toscana, il progetto “Tracce di Memoria”, attivo da tre anni e sostenuto anche da fondi dell’8×1000 Valdese, coinvolge malati, familiari e operatori in percorsi museali e attività artistiche condivise, favorendo nuove relazioni sociali e l’esplorazione sensoriale. L’esperienza toscana ha ispirato il programma lombardo “Creative Age – Musei e arte per l’Alzheimer”, che intende migliorare la qualità della vita delle persone con demenza tramite percorsi culturali in musei delle province di Bergamo, Brescia e Pavia, con il patrocinio di Regione Lombardia e la collaborazione con la Fondazione Accademia Carrara di Bergamo.

A Trento, Airalzh ETS avvia il progetto “MUSE Piano Piano” in collaborazione con il Museo delle Scienze (MUSE), organizzando una camminata immersiva chiamata “Spalz! A spasso con l’Alzheimer”, che utilizza cuffie audio-spaziali per far percepire lo spazio urbano secondo la prospettiva cognitiva delle persone con demenza.

Parallelamente, Airalzh lancia dal 2024 un bando annuale denominato “Art Therapy”, volto a sviluppare progetti di ricerca sulle tecniche di arte-terapia nel trattamento dell’Alzheimer o del Disturbo Cognitivo Lieve, con l’obiettivo di sostenere scientificamente l’arte come terapia non farmacologica.

Tra le ricerche in corso, spiccano quelle della Dr.ssa Silvia Fostinelli presso l’IRCCS Centro San Giovanni di Dio – Fatebenefratelli di Brescia, che ha sviluppato un percorso riabilitativo basato sull’uso espressivo della carta e della carta riciclata, e del Prof. Giorgio Giulio Fumagalli presso l’Università di Trento, che studia l’impatto di sedute contemplative di opere d’arte e attività creative su memoria, attenzione e benessere emotivo in pazienti con decadimento cognitivo lieve.

“Dalla ricerca scientifica sono emerse evidenze che l’arte può riattivare emozioni riducendo ansia e stress nei pazienti e promuovere la condivisione sociale con i caregiver”, afferma la prof.ssa Alessandra Mocali, presidente di Airalzh. I progetti in corso puntano a integrare questi approcci con le terapie tradizionali, offrendo nuovi strumenti per il benessere e l’inclusione sociale delle persone con demenza.

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