Scuole campane affrontano il caldo estremo, Legambiente e UdS denunciano

(PRIMANOTIZIE) CAMPANIA – Una recente indagine condotta da Legambiente Campania e Unione degli Studenti (UdS) Campania ha posto l’attenzione sulle difficili condizioni climatiche che caratterizzano le scuole campane all’inizio dell’anno scolastico 2026-2027. Secondo il report “Che caldo che fa a scuola”, realizzato su un campione di 1.500 studenti, docenti e personale ATA distribuiti in tutte e cinque le province della regione, il 95% degli intervistati definisce il caldo in aula insopportabile o molto forte negli ultimi giorni di caldo.

La rilevazione evidenzia come oltre la metà degli istituti scolastici della Campania siano privi di sistemi di raffrescamento, con solo il 4,2% delle aule climatizzate. Nel 49% dei casi gli impianti di raffrescamento sono presenti esclusivamente negli uffici della presidenza o segreteria. Il disagio termico incide negativamente sulla salute e sulla qualità dell’apprendimento, con il 70,5% degli intervistati che dichiara uno stato di forte stanchezza o disagio fisico e il 47,3% che segnala difficoltà di concentrazione.

Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha sottolineato che il caldo estremo è ormai una condizione strutturale che richiede un piano regionale e nazionale di adattamento climatico delle scuole. Tra le misure urgenti indicate vi sono l’installazione o potenziamento dei sistemi di raffrescamento, la rimodulazione degli orari scolastici, il miglioramento dell’isolamento termico e l’incremento di aree verdi e zone d’ombra nei cortili.

Domenico Fortunato, rappresentante UdS Campania, ha inoltre richiesto un cambiamento culturale e politico per affrontare la crisi climatica, promuovendo la mobilitazione studentesca e un’educazione critica nelle scuole. Le risposte da parte delle dirigenze alle segnalazioni di disagio sono state spesso insufficienti o caratterizzate da carenza di fondi.

Le associazioni evidenziano inoltre che i 20 milioni di euro stanziati a livello governativo, pari a circa 437 euro per istituto, risultano insufficienti di fronte alla portata del problema. A livello regionale, il bando “Scuola Viva in Cantiere” rappresenta un primo passo per la manutenzione straordinaria e la sicurezza, ma non basta a rispondere alla sfida climatica. (PRIMANOTIZIE)

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