ROMA – La riforma di legge elettorale in discussione al Senato proseguirà fino al voto finale, fissato per martedì 15 settembre. Successivamente, il testo della riforma tornerà alla Camera per l’approvazione definitiva.
La maggioranza di governo dopo diverse indecisioni nelle settimane scorse ha ritrovato ieri l’unità introducendo nel testo la possibilità di dare fino a tre preferenze scegliendole in un elenco di sei candidati e capolista
bloccati. Salta la quota di genere 60 a 40 per i capolista prevista dal Rosatellum.
I voti a favore sono stati 97, i contrari 67 e 2 astenuti.
Fratelli d’Italia ha bocciato le proposte del Pd per introdurre le preferenze pure (cioè senza capilista bloccati), che avevano trovato una insolita sponda anche nel leader di Futuro Nazionale, Vannacci. Mentre a passare è stata la proposte sulle preferenze scritta dal centrodestra, che prevede molte limitazioni: i capilista restano bloccati. “Per non perdere la legge, Meloni ha perso la faccia”, ha commentato la segretaria del Pd Elly Schlein. Sul ballottaggio il governo ha deciso di fare marcia indietro. Polemica sulla norma che obbliga le piccole liste a raccogliere circa 700mila firme per presentarsi alle elezioni, se non hanno già dei parlamentari.




