Morti sul lavoro in Italia: 595 vittime nei primi sette mesi del 2026, più a rischio

Nei primi sette mesi del 2026, in Italia si sono registrate 595 morti sul lavoro, con una lieve diminuzione del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste, 430 vittime sono decedute durante l’attività lavorativa e 165 in itinere, cioè durante il tragitto casa-lavoro.

Secondo le statistiche dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente di Vega Engineering, il leggero calo non è da considerarsi un miglioramento strutturale della sicurezza. L’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, ha sottolineato che “il numero di morti nel 2026 sta tornando ai livelli del 2025 e la sicurezza sul lavoro rimane una priorità nazionale, soprattutto per gli over 65 e gli stranieri, le categorie più vulnerabili”. Inoltre, le denunce di infortunio sono aumentate del 5,3% rispetto all’anno precedente, confermando una situazione ancora critica.

La distribuzione regionale rivela che Calabria, Sicilia, Campania, Liguria e Puglia si trovano in “zona rossa”, con un’incidenza di mortalità sul lavoro superiore del 25% rispetto alla media nazionale (pari a 17,8 morti ogni milione di lavoratori). Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana sono in “zona arancione”, mentre Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta sono in “zona bianca”, con incidenze inferiori alla media.

Per quanto riguarda le fasce d’età, l’incidenza più alta di mortalità è stata registrata tra gli over 65 (55,4 decessi per milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra 55 e 64 anni (27,3). In termini assoluti, la maggior parte delle vittime appartiene alla fascia 55-64 anni (153 decessi). Le donne decedute sono state 54, di cui 29 durante il lavoro.

I lavoratori stranieri risultano particolarmente a rischio: sono stati 169 i morti sul lavoro, con un indice di mortalità oltre tre volte superiore rispetto agli italiani (46,8 contro 14,4 decessi per milione di lavoratori).

I settori più colpiti nel periodo gennaio-luglio 2026 sono stati le Costruzioni (76 morti), il Trasporto e Magazzinaggio (55) e le Attività Manifatturiere (50). Il giorno della settimana più pericoloso risulta essere il giovedì (22,6% degli incidenti mortali), seguito da lunedì e martedì.

Infine, le denunce di infortunio totali sono state 368.085, con un aumento del 5,3% rispetto al 2025. Le attività con il maggior numero di denunce sono state le Attività Manifatturiere, le Costruzioni e la Sanità.

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