Riforma degli appalti pubblici UE: oltre il criterio del prezzo, qualità e sostenibil

La Commissione Europea ha pubblicato mercoledì 8 settembre 2026 una proposta di riforma del Public Procurement Act con l’obiettivo di rendere più efficiente la spesa degli enti pubblici e superare il sistema basato esclusivamente sul prezzo più basso.

Anna Cavazzini (Verdi/EFA, DE), presidente della commissione Internal Market and Consumer Protection (IMCO) del Parlamento Europeo, ha accolto con favore l’iniziativa della Commissione. Cavazzini ha sottolineato che gli appalti pubblici rappresentano circa il 15% del PIL dell’UE, equivalenti a circa 2 trilioni di euro spesi per infrastrutture, ospedali e servizi pubblici come i pasti nelle mense scolastiche.

“Utilizzare queste risorse in modo che servano sia i cittadini che le imprese, allineandosi ai nostri obiettivi politici, è fondamentale. Accolgo quindi con favore la proposta della Commissione che risponde all’appello del Parlamento di superare il meccanismo basato solo sul prezzo per considerare anche la qualità dei prodotti e servizi. Tuttavia, la Commissione avrebbe potuto fare un passo ulteriore per promuovere iniziative verdi e sociali”, ha dichiarato la presidente IMCO.

La riforma introduce inoltre un quadro orizzontale che consente agli acquirenti pubblici di preferire prodotti e servizi forniti da imprese europee, elemento che Cavazzini ha definito positivo per migliorare resilienza, sicurezza dell’approvvigionamento e competitività. Ha inoltre espresso apprezzamento per l’introduzione della digitalizzazione delle procedure di appalto, auspicandone un rapido concreto attuarsi.

Contesto normativo

La nuova regolamentazione proposta mira a sostituire diverse direttive esistenti con un testo unico direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, semplificando le regole. Il criterio del prezzo non sarà più dominante nella scelta dell’offerta, come richiesto dal Parlamento nell’apposito rapporto del 2025. Le amministrazioni pubbliche dovranno considerare anche qualità, aspetti ambientali e sociali, innovazione e resilienza. Viene inoltre introdotta una dimensione “made in Europe” negli appalti pubblici e la promozione della digitalizzazione.

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