AMSTERDAM, 1 LUGLIO 2026 –
Ronald Koeman ha annunciato le dimissioni da commissario tecnico della nazionale olandese dopo l’eliminazione dell’Olanda ai sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 contro il Marocco. Il tecnico ha comunicato la decisione con un messaggio pubblicato sui propri canali social, assumendosi la piena responsabilità del risultato.
La selezione Oranje è stata eliminata ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato al termine dei tempi supplementari nella sfida disputata a Monterrey. Gli olandesi erano passati in vantaggio con Cody Gakpo, prima di subire il pareggio di Issa Diop nei minuti di recupero. Dal dischetto sono risultati decisivi gli errori di Justin Kluivert, Quinten Timber e Crysencio Summerville.
“La responsabilità finale è mia”
Nel messaggio con cui ha annunciato l’addio, Koeman ha spiegato le ragioni della sua scelta.
«Ieri sera ho preso la decisione di concludere il mio incarico come commissario tecnico della nazionale olandese. Condividevamo tutti il sogno di fare la storia in questo Mondiale, ma non ci siamo riusciti. Nessuno è più deluso di me. Come allenatore, la responsabilità finale è mia».
Il tecnico, 63 anni, era al suo secondo mandato sulla panchina della nazionale dei Paesi Bassi, dopo una carriera che lo ha visto guidare anche Barcellona, Southampton ed Everton.
Il riferimento alla malattia della moglie
Koeman ha dedicato una parte del suo messaggio anche alla situazione personale della famiglia, ricordando la malattia della moglie Bartina, alla quale è stato diagnosticato un tumore al seno.
«Gli ultimi anni mi hanno fatto capire ancora una volta che ci sono cose più importanti del calcio. Il calcio è stata la mia vita, ma la salute non ha prezzo. Quando una persona che ami combatte una dura battaglia, la tua prospettiva cambia».
La federazione condanna gli insulti razzisti
Dopo l’eliminazione dal Mondiale, la Federazione calcistica olandese ha inoltre condannato gli insulti razzisti e discriminatori comparsi sui social network nei confronti di alcuni giocatori della nazionale.
In una nota, la federazione ha ribadito che «il calcio unisce le persone, indipendentemente dall’origine o dal background», sottolineando che razzismo e discriminazione «non hanno posto nel calcio, online o nella nostra società».




