WASHINGTON (STATI UNITI), 28 MAGGIO 2026 – La Nasa accelera il progetto per la realizzazione di un avamposto umano permanente sulla Luna e investe quasi un miliardo di dollari in nuove missioni robotiche e infrastrutture destinate a preparare il ritorno degli astronauti sul satellite terrestre.
L’obiettivo dell’agenzia spaziale americana è costruire una presenza stabile sulla Luna nell’ambito del programma Artemis, il cui allunaggio con equipaggio è previsto non prima del 2028.
La Nasa punta alla prima base umana sulla Luna
“La base lunare sarà il primo avamposto dell’America e dell’umanità su un altro mondo”, ha dichiarato l’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman.
“Ogni missione, con equipaggio o senza, sarà un’opportunità di apprendimento mentre torniamo sulla superficie lunare, costruiamo le infrastrutture per rimanervi e sviluppiamo le competenze necessarie per vivere in uno degli ambienti più difficili e pericolosi immaginabili”, ha aggiunto.
In prima linea anche l’Italia con Thales Alenia Space
Nel progetto della futura base lunare avrà un ruolo importante anche l’Italia grazie al modulo abitativo Mph, il “Modulo abitativo multiuso” realizzato da Thales Alenia Space.
L’Agenzia Spaziale Italiana ha annunciato che il progetto ha ottenuto il via libera di una commissione di valutazione della Nasa per procedere verso la revisione preliminare prevista nel 2027. Il primo modulo abitativo potrebbe essere lanciato non prima del 2033.
Rover, droni e missioni robotiche
La Nasa ha assegnato contratti da circa 220 milioni di dollari alle aziende Astrolab e Lunar Outpost per la realizzazione di due rover lunari.
Il rover Clv-1 di Astrolab sarà progettato per trasportare astronauti e rifornimenti, mentre Pegasus di Lunar Outpost sarà un mezzo più leggero e veloce, dotato di guida autonoma e manuale con tecnologie derivate dal programma Apollo.
Per il trasporto dei rover verso il polo Sud lunare, Blue Origin ha ottenuto un contratto da 188 milioni di dollari con possibilità di rinnovo fino a 280 milioni. I veicoli saranno rilasciati a circa due chilometri dai siti di allunaggio per evitare danni provocati dalla polvere sollevata durante le manovre dei lander di SpaceX e Blue Origin.
Missione MoonFall e droni lunari
Un ulteriore contratto da 75 milioni di dollari è stato affidato a Firefly Aerospace per la missione MoonFall, prevista nel 2028.
La missione prevede l’invio di droni lunari capaci di effettuare ricognizioni e riprese nell’area del polo Sud della Luna per individuare futuri siti operativi. I droni avranno una durata pari a un giorno lunare, circa 14 giorni terrestri.
Le prime missioni operative dal 2026
La Nasa ha inoltre annunciato le prime tre missioni dedicate alla costruzione delle future strutture permanenti della base lunare, programmate entro la fine del 2026.
La prima missione vedrà il lander Endurance Blue Moon Mark 1 di Blue Origin trasportare strumenti scientifici destinati a studiare l’interazione tra propulsori e superficie lunare.
La seconda porterà oltre 500 chilogrammi di attrezzature con il lander Griffin di Astrobotic, incluso il rover Flip di Astrolab.
La terza missione comprenderà anche carichi dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Istituto coreano di astronomia e scienze spaziali.




