(PRIMANOTIZIE) MILANO – Nel 2026 il 44% dei viaggiatori italiani ha fatto uso dell’intelligenza artificiale (IA) per attività legate al viaggio, un incremento di 11 punti percentuali rispetto al 33% del 2025. Lo rileva la ricerca 2026 dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, presentata al TTG Travel Experience, che ha analizzato un campione di 504 viaggiatori italiani e 7.590 europei in 15 Paesi.
Nonostante la crescita della familiarità con l’IA, l’utilizzo rimane concentrato principalmente nella fase di ricerca di informazioni, con il 35% degli italiani che la impiega in questo ambito. L’impiego di agenti IA per prenotazioni e pagamenti è ancora marginale, con il 4% e l’1% rispettivamente.
Andrea Piccinelli, Head of SAP Concur Italy, commenta: “L’intelligenza artificiale sta diventando parte dell’esperienza quotidiana dei viaggiatori. Questi dati dicono che la familiarità cresce, ma che l’uso si ferma ancora alla fase di ricerca. L’IA nei viaggi non è più solo una tendenza: alle aziende serve per decidere meglio, mantenendo insieme controllo dei costi, rispetto delle policy e qualità dell’esperienza di chi viaggia”.
Ulteriori dati emersi dalla Global Business Travel Survey 2026 di SAP Concur evidenziano che il 62% dei viaggiatori d’affari italiani ha utilizzato o utilizzerebbe strumenti di IA non approvati dall’azienda. «La familiarità con l’IA arriva in trasferta prima dei processi che dovrebbero governarla. Le aziende devono dotarsi degli strumenti giusti per reagire più rapidamente e prendere decisioni migliori», sottolinea Piccinelli.
La tecnologia, afferma Piccinelli, deve trasformare i dati in indicazioni utili per agire, mantenendo al centro le persone e le priorità dell’azienda, in un contesto di mercati sempre più instabili. (PRIMANOTIZIE)


