Dancing Days al Romaeuropa Festival 2026: nuove coreografie europee

(PRIMANOTIZIE) ROMA – Dal 8 all’11 ottobre 2026 il Mattatoio di Roma ospita Dancing Days, rassegna coreografica all’interno della 41ª edizione del Romaeuropa Festival, dedicata alle nuove voci della danza europea contemporanea. A cura di Francesca Manica e in collaborazione con la piattaforma Aerowaves, l’evento propone un percorso di spettacoli con prime nazionali e performance che indagano identità, memoria e dinamiche sociali attraverso il movimento.

Si apre l’8 ottobre con la coreografa greca Chara Kotsali e la prima nazionale di IT’S THE END OF THE AMUSEMENT PHASE, un lavoro che mette in tensione la narrazione del progresso post-rivoluzione tecnologica e sociale. Il 9 ottobre proseguono le prime nazionali Atto bianco di Roberta Racis, una riflessione sul lutto e il corpo come memoria, e KINK di Nik Rajšek, che esplora il controllo come forza e potenziale collasso. La serata si conclude con We are who we are di Michael Incarbone e Max Gomard, che indaga gli stereotipi come costrutti sociali tra esperienza personale e immagini culturali.

Il 10 ottobre è inaugurato da Giacomo Luci con La Lalangue, performance ispirata a Roland Barthes e alla materialità del linguaggio oltre la forma. La serata ospita anche Coraggio. La sfortuna non esiste, duetto dei cofondatori VIDAVÈ Company Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali, e AMAZZONI di Silvia Gribaudi, un allenamento collettivo sulla relazione e la forza delle differenze.

La rassegna presenta inoltre i quattro progetti finalisti di DNAppunti Coreografici 2026, iniziativa di sostegno alla coreografia italiana under 35, con spettacoli in programma domenica 11 ottobre. A chiudere la manifestazione è la prima nazionale Everybody Has a Fate di Riccardo De Simone, vincitore di DNAppunti 2025, che riflette sul tempo e il futuro attraverso un movimento simile al pattinaggio su slide boards.

Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale Romaeuropa.net, con possibilità di informazioni e biglietteria contattando la Fondazione Romaeuropa. (PRIMANOTIZIE)

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