Fondazione Gimbe: tagli invisibili da 18,8 miliardi al Fondo Sanitario Nazionale

Il Fondo Sanitario Nazionale (Fsn) è aumentato nominalmente da 125,4 miliardi di euro nel 2022 a 142,9 miliardi nel 2026, ma in rapporto al Pil il finanziamento è calato dal 6,27% del 2022 al 6,14% del 2026, generando una perdita “virtuale” di 18,8 miliardi di euro per la sanità, secondo il nono rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale presentato dalla Fondazione Gimbe alla Camera dei Deputati.

Il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, ha spiegato che questo fenomeno definito come “tagli invisibili” indica che, sebbene il finanziamento nominale sia aumentato, la quota di ricchezza nazionale destinata al Servizio Sanitario Nazionale è diminuita rispetto al 2022. Inoltre, l’inflazione ha eroso la crescita nominale del fondo dal 2010 al 2026, annullando di fatto i benefici dell’aumento delle risorse stanziate.

Per il prossimo triennio, il Documento Programmatico di Finanza Pubblica prevede un aumento nominale della spesa sanitaria, ma un calo o una stabilità in rapporto al Pil. Ciò comporta che il fabbisogno sanitario potrebbe superare di 32,3 miliardi le risorse destinate al Fsn. Cartabellotta sottolinea che senza ulteriori stanziamenti da parte dello Stato, saranno le Regioni a doversi fare carico del divario, con la possibilità di dover aumentare le imposte o tagliare i servizi, facendo ricadere il costo sui cittadini.

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