(PRIMANOTIZIE) – ROMA, 26 MAR – “Non c’è un diritto al suicidio né un obbligo dei medici di concorrere a una volontà suicidaria”. È quanto sostenuto dall’Avvocatura dello Stato, intervenuta oggi davanti alla Corte costituzionale durante l’udienza pubblica sul tema del fine vita.
In rappresentanza della Presidenza del Consiglio, l’avvocato dello Stato Ruggero Di Martino ha ribadito la necessità di respingere il quesito sollevato dal gip di Milano sull’articolo 580 del codice penale, chiedendone la dichiarazione di inammissibilità o manifesta infondatezza.
“La norma penale – ha spiegato Di Martino – tutela il diritto alla vita in modo adeguato”, sottolineando come la questione non possa trasformarsi in una legittimazione automatica della richiesta di morte, né tantomeno in un dovere da parte del personale medico. La Consulta dovrà ora pronunciarsi sul delicato equilibrio tra diritto alla vita e autodeterminazione, in un dibattito che continua a dividere opinione pubblica e istituzioni. (PRIMANOTIZIE)