(PRIMANOTIZIE) ISFAHAN – Ilya Ben-Rashid, ventiduenne arrestato durante le proteste in Iran nel gennaio 2026, è stato condannato a morte dal Tribunale rivoluzionario di Isfahan con l’accusa di moharebeh, ovvero guerra contro Dio. La sentenza è stata emessa dalla Sezione 5 del tribunale e comunicata a Ben-Rashid martedì, secondo quanto denunciato dall’Ong Hrana, che monitora la situazione nelle carceri iraniane e i processi contro manifestanti e oppositori.
Ben-Rashid è stato ritenuto colpevole di aver partecipato alla distruzione di beni pubblici durante le proteste. L’Ong Hrana aveva recentemente riportato anche la condanna a morte di Najmeh Amini, 23 anni, giudicata colpevole di un post social considerato blasfemo da un tribunale di Mashhad, in Iran.
«Ricordate il mio nome. Forse non potrò più parlare. Ma finché sarò in vita, nutro un’unica speranza: quella di vedere, prima che il cappio mi tolga la vita, un Iran libero e liberato», aveva dichiarato Najmeh Amini a settembre dal carcere.
Diversi gruppi per i diritti umani, tra cui il Center for Human Rights in Iran (Chri), la Human Rights Activists News Agency (Hrana) e l’organizzazione Iran Human Rights (Ihr), hanno segnalato che le condanne a morte per accuse politiche risultano in aumento nella Repubblica Islamica. (PRIMANOTIZIE)


