Una nuova scoperta dei docenti e dei ricercatori del Siteman Cancer Center di WashU Medicine e del Weizmann Institute of Science in Israele potrebbe tracciare un nuovo solco da seguire per la cura dei tumori testa-collo
Le cellule tumorali aggressive possono comparire in diverse posizioni all’interno dei tumori della testa e del collo e questo potrebbe essere utile per capire come mai alcuni tumori sono più difficili da trattare rispetto ad altri.
E’ quanto è stato scoperto dai ricercatori del Siteman Cancer Center di WashU Medicine e del Weizmann Institute of Science in Israele che hanno individuato due distinti modelli spaziali in cui possono insorgere cellule tumorali aggressiva, dando particolare attenzione anche a quanto avviene nel caso di carcinomi squamosi non causati da papillomavirus umano (HPV).
La ricerca è stata pubblicata su Nature Genetics, che nell’editoria scientifica mondiale rappresenta un livello altissimo in termini di reputazione e severità nel controllo dei dati, ed è disponibile a questo link: https://www.nature.com/articles/s41588-026-02723-7#data-availability
«Il carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (HNSCC) mostra una notevole eterogeneità intra- e intertumorale. Abbiamo mappato l’architettura tumorale attraverso HNSCC HPV-positivi e HPV-negativi mediante trascrittomica spaziale ( n = 26) – si legge nell’abstract di Nature Genetics – I tumori HPV-positivi mostrano ipercellularità, maggiore presenza di linfociti, ipossia arricchita e ridotta transizione epitelio-mesenchimale parziale (p-EMT) nelle cellule maligne. Abbiamo osservato due distinte architetture spaziali di p-EMT: il bordo p-EMT, dove la p-EMT è accoppiata ai fibroblasti al fronte di invasione tramite TGFβ, e il nucleo p-EMT, in cui macrofagi e neutrofili immunosoppressori infiltranti il tumore inducono la p-EMT tramite oncostatina M nel nucleo dei nidi tumorali – e ancora – Questi due modelli di p-EMT erano coerenti in più campioni dello stesso tumore, suggerendo che siano caratteristiche dell’intero tumore. Nel complesso, questi risultati rivelano che diverse interazioni nel microambiente tumorale convergono su un fenotipo cellulare p-EMT simile, ma con un diverso schema spaziale che potrebbe avere potenziali implicazioni biologiche e cliniche per la nostra comprensione dell’invasione, della modulazione immunitaria e di nuove terapie mirate per il carcinoma a cellule squamose della testa e del collo (HNSCC)».
(PRIMANOTIZIE) Foto: Immagine realizzata con IA a titolo puramente esemplificativo e non connessa a casi scientifici particolari (PRIMANOTIZIE)
Oltre la Diagnosi – Prima Communication – Prima Notizie


