(PRIMANOTIZIE) RAVENNA – Era tornato libero da pochi giorni, dopo mesi trascorsi tra carcere e arresti domiciliari per la morte di una turista travolta da una ruspa sulla spiaggia di Pinarella di Cervia. Ora Lerry Gnoli, 55 anni, è stato nuovamente denunciato, questa volta per presunte minacce di morte nei confronti di due dipendenti della Cooperativa Bagnini di Cervia.
L’episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi sulla spiaggia di Milano Marittima, dove i due lavoratori, il supervisore degli interventi sull’arenile e il suo vice, erano impegnati a verificare i lavori per la realizzazione delle dune destinate a proteggere la costa dalle mareggiate invernali.
Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino e ripreso dall’ANSA, il 55enne si sarebbe presentato a piedi intorno a mezzogiorno, rivolgendo ai due uomini una frase che li avrebbe profondamente spaventati.
«Vi mando al cimitero»: la denuncia ai carabinieri
«Io a voi due vi mando al cimitero». Sono le parole che Gnoli avrebbe pronunciato, secondo il racconto dei due dipendenti della Cooperativa Bagnini.
I lavoratori, temendo per la propria incolumità, si sarebbero immediatamente allontanati a bordo di un’automobile.
Successivamente hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri, formalizzando una denuncia per minacce di morte.
L’Arma ha già trasmesso il verbale all’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli elementi raccolti e gli eventuali ulteriori accertamenti.
Gli investigatori intendono verificare, anche attraverso possibili testimonianze, il contenuto delle frasi attribuite al 55enne.
La tragedia di Pinarella: Elisa Spadavecchia uccisa mentre prendeva il sole
Il nome di Lerry Gnoli è legato alla morte di Elisa Spadavecchia, turista vicentina di 66 anni, travolta e uccisa il 24 maggio 2025 sulla spiaggia di Pinarella di Cervia.
La donna era sdraiata sull’arenile a prendere il sole quando venne investita dalla ruspa utilizzata per spianare le dune.
Per quella tragedia Gnoli è attualmente imputato per omicidio colposo.
Secondo la ricostruzione della Procura, il 55enne avrebbe lavorato quel giorno senza le necessarie autorizzazioni e senza aver delimitato l’area di intervento, nonostante la presenza di bagnanti.
Gli inquirenti contestano inoltre che l’uomo fosse alla guida del mezzo pur avendo la patente revocata a seguito di un precedente episodio di omicidio colposo di un pedone.
Sempre secondo l’accusa, Gnoli avrebbe effettuato i lavori dopo aver assunto cocaina.
Circostanze che costituiscono elementi dell’impianto accusatorio e che dovranno essere valutate nel procedimento penale in corso.
Tornato libero per scadenza dei termini di custodia cautelare
La nuova denuncia arriva a pochi giorni da un importante sviluppo giudiziario.
Dopo mesi trascorsi tra carcere e arresti domiciliari, Gnoli era tornato libero in seguito alla scadenza dei termini di custodia cautelare, rilevata dal giudice del dibattimento Piervittorio Farinella.
La cessazione della misura custodiale non aveva però comportato la scomparsa di tutte le restrizioni.
Su richiesta del pubblico ministero Lucrezia Ciriello, erano state infatti disposte nuove misure cautelari.
Il 55enne è attualmente sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Cervia, al divieto di uscire dalla propria abitazione dalle 21 alle 7 e all’obbligo di firma tre volte alla settimana.
I difensori dell’imputato, gli avvocati Vittorio Manes e Carlo Benini, si erano riservati di valutare un ricorso al Tribunale della Libertà contro le nuove prescrizioni.
Gli investigatori verificano se l’uomo fosse ancora ai domiciliari
La denuncia presentata dai due dipendenti della Cooperativa Bagnini apre ora un nuovo fronte investigativo.
Oltre a ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e verificare le parole che sarebbero state pronunciate, gli inquirenti dovranno accertare quale fosse la situazione cautelare di Gnoli nel momento delle presunte minacce.
In particolare, sarà necessario stabilire se l’uomo fosse ancora formalmente sottoposto agli arresti domiciliari oppure se fossero già entrate in vigore le nuove misure restrittive.
Una circostanza rilevante per valutare eventuali ulteriori violazioni.
La nuova denuncia resta comunque distinta dal processo per omicidio colposo relativo alla morte di Elisa Spadavecchia, procedimento nel quale le responsabilità dell’imputato devono ancora essere definitivamente accertate. (PRIMANOTIZIE)

