(PRIMANOTIZIE) Ad agosto 2026 il debito delle Amministrazioni pubbliche italiane è sceso a 3.200,8 miliardi di euro, con un decremento di 6,1 miliardi rispetto al mese precedente, secondo i dati diffusi da Bankitalia nel report “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.
La riduzione del debito riflette principalmente il calo delle disponibilità liquide del Tesoro di 16,6 miliardi, attestatesi a 59,1 miliardi, parzialmente compensato da un fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche pari a 10,4 miliardi e da marginali effetti legati a scarti e premi all’emissione e al rimborso, rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e variazioni dei tassi di cambio, per 0,1 miliardi.
Per sottosettori, la diminuzione è imputabile principalmente alle Amministrazioni centrali (-6,4 miliardi), mentre si è registrato un leggero aumento del debito delle Amministrazioni locali (+0,2 miliardi). Il debito degli Enti di previdenza è risultato stabile.
La vita media residua del debito pubblico ha subito un lieve calo, passando da 7,9 a 7,8 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è diminuita dal 16,6% al 16,4%. A luglio 2026, la percentuale detenuta dai non residenti è aumentata al 36,5%, mentre quella detenuta da altri soggetti residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è stata pari al 14,7%, in lieve crescita rispetto al mese precedente.
Inoltre, le entrate tributarie del bilancio dello Stato ad agosto hanno raggiunto 56,7 miliardi di euro, segnando un aumento dell’1,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi otto mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 391,2 miliardi, in crescita del 2,5% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente. (PRIMANOTIZIE)



