Luciana Carrera condivide la sua esperienza personale nel prendersi cura della madre affetta da Alzheimer, descrivendo il viaggio quotidiano tra amore, difficoltà e dolore. In un racconto toccante, l’autrice racconta come affronta la perdita graduale dei ricordi della madre, evidenziando sia la tenerezza sia le sfide di convivere con una malattia che trasforma lentamente una persona amata, riportandola a uno stato infantile.
La narrazione parte dalla routine quotidiana, dove ogni gesto, dal scegliere un abito al prendersi cura, diventa un atto d’amore che richiede un nuovo modo di comunicare e comprendere. Carrera descrive momenti di calma ma anche di grande difficoltà, come gli episodi di rabbia e confusione della madre che si ritrova smarrita in un tempo e uno spazio che non riconosce più.
Nonostante tutto, l’autrice sottolinea l’importanza di restare la memoria viva della persona amata: “Anche se lei non sa più chi siamo noi… noi sappiamo perfettamente chi è lei.. E finché avremo voce, saremo noi la sua memoria”. Questa testimonianza mette in luce l’aspetto umano e affettivo di una malattia che colpisce molte famiglie, indicando la dedizione e la forza necessarie per affrontarla.
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